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Dal verbale della seduta del consiglio comunale di Quero:

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“La giunta municipale, oltremodo meravigliata e indignata che il R. Governo abbia adottato così inumana misura verso un comune completamente distrutto per fatto di guerra;

(…) son trascorsi già due anni dalla liberazione ed il Comune di Quero trovasi pressoché nelle stesse condizioni (…);

(…) un’infima parte di case vennero riadattate e ricostruite nel periodo sopra accennato, tanto che quasi tutta la popolazione abita ancora in luride e malsane baracche;

(…) la campagna del territorio di Quero venne seriamente devastata per il continuo cannoneggiamento e che occorrono ancora degli anni perché il terreno produca come anteguerra;

(…) i pochi lavori pubblici iniziati (acquedotto e piano regolatore) vengono eseguiti male e non conformi ai progetti tecnici;

Considerato che ancora non si è provveduto alla ristrutturazione del municipio, di fabbricati scolastici, del cimitero, dei casolari comunali, della chiesa, e dalla fornitura di mobili, arredi e suppellettili per il municipio e per le scuole.

Considerato che anche l’igiene e la morale vennero trasformate per mancanza assoluta di regole (…).

Ritenuto che il comune di Quero, a differenza di altri Comuni meno danneggiati dalla guerra, è stato abbandonato in tutto e per tutto da chi aveva il sacrosanto dovere di aiutarlo materialmente e moralmente; Delibera

– di insistere presso il R. Governo perché almeno per l’anno 1921 in via eccezionale non vengano ripristinate le imposte dirette sui terreni fabbricati (…);

– di raccomandare al R. Governo perché proceda al sottoscritto rifacimento del comune (…).”