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Nel proprio diario, il direttore dell’ospedale di Belluno scrive: «all’ambulatorio ogni giorno più affluenza di gente. Tutti soffrono la fame. Grandi disturbi viscerali in causa delle erbe che si mangiano. Tutti i bambini hanno la diarrea. Vecchi profughi arrivano all’ospedale quasi morti. Si legge in tutti la sofferenza e la fame. Molti assomigliano a spettri senza voce e senza forza di camminare. Tutti sono gonfi alle gambe dalla grave idroemia».

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