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Dalla testimonianza di Don Antonio Riva al Prefetto di Treviso sull’occupazione di Segusino:


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“Impossibile poi comprendere lo spasimo libidinoso di quei barbari. Donne e ragazze erano di continuo ovunque cercate, perseguitate, violate a mano armata; con senso brutalmente voluttuoso ed empio più di una notte, con somma violenza, sette, otto, soldati contemporaneamente fecero scempio di qualche povera giovane; e guai a resistere, opporsi: erano percosse, pugnalate a loro, ai genitori. Si sparò anche sopra la moltitudine inerme e un uomo ed un fanciullo rimasero uccisi, un altro fanciullo ferito.
Io protestai più volte presso i rispettivi comandi e n’ebbi per unico risultato l’insulto dei soldati e una persecuzione crudele. Fui percosso, schiaffeggiato, rincorso con lo stilo; mi si puntò senza numero di volte il fucile con il grilletto alzato; chiuso in una stanza, custodito da un soldato armato, aspettavo la fucilazione che mi si diceva segnata per le undici di notte.”